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VIVA PILLON MA SOLO ALL’ESTERO
Il "New York Times" lo esalta, Ascoli critica Mentre Panucci e Preziosi si insultano in tv
pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 8 dicembre 2009
Storie di ordinaria follia nell’ultima di campionato, nell’interesse ravvivato dalla sconfitta dell’Inter e dal distacco ridotto da Milan e Juventus. A questo terzetto penserà il turno di Champions. Continuo a credere che per l’Inter il problema di uscire adesso con il Rubin Kazan, ipotesi non probabile giocandosi comunque al Meazza, sarebbe ben superiore a quello di continuare sui due fronti fino in fondo alla Champions. Nel secondo, favorevole caso infatti, ci sarebbe il problema di disporre comunque di ben due squadre in Europa e in Italia per una rosa folta di ottimi giocatori e di tre, quattro campioni. Nel primo caso,invece, una eliminazione creerebbe le condizioni di una tempesta societaria e di troppi giocatori per una partita a settimana. Quindi chi volesse strappare anche questo scudetto al signorile Moratti, deve augurarsi che l’Inter esca subito. Altrimenti resta certamente la favorita, malgrado la pochezza di certe esibizioni (Barcellona,Juventus).
Ma le storie di ordinaria follia riguardano l’assurda tensione in campo e subito fuori: non si contano gli episodi, tra Preziosi, Ghirardi, Panucci a Genova, il cotè di Torino per cori ecc., gli incidenti, i petardi, la sospensione del derby romano, le espulsioni a raffica di giocatori (per gioco troppo duro) e tecnici… A proposito delle scene da far west appena appena camorroso tra le colonne sotto lo stadio di Marassi, che un video su internet pubblicizza meravigliosamente dal punto di vista giornalistico e orrendamente da quello etico, Panucci che dice a Preziosi “ti spacco la testa” fa effetto.
Come fa effetto il diverbio tra i due presidenti, quello del Genoa baruffato con Panucci e quello del Parma, si dice per una poetica questione di denari. Basterebbe però ricordare che Preziosi è ancora radiato per 5 anni per quella piccolezza della partita comprata con il Venezia a colpi di valigie di banconote che è costata al Genoa la serie C. Ma evidentemente questo è un dettaglio, e non deve far ombra “all’ottima stagione dei ragazzi di Gasperini”.
Basterebbe anche che si desse l’opportuna evidenza a una notizia che il sito Gazzetta.it mette in scala con quella della rissa appena citata.
E cioè che a Firenze l’incontro tra Affrico calcio e Firenze Sud è stato sospeso di comune accordo dai due allenatori per un’altra rissa, ma sugli spalti. Penserete:e dov’è la novità?
Beh, forse nel fatto che le squadre erano di “pulcini”, di bambinetti, e a picchiarsi erano “ovviamente” (!?!) i loro genitori. Ha niente a che vedere il video di Panucci con la notizia Fiorentina? Magari sì, voi che ne dite? E che ne pensa la Federcalcio?
E il Ministero della Istruzione (che dovrebbe essere ancora pubblica, se stanotte non sono definitivamente cambiate le cose…) è interessato a questo risvolto “pedagogico” dello sport?
Eppure basterebbe pensare che il calcio oppio dei popoli dovrebbe “distrarre” dallo stress quotidiano ed invece ne aggiunge dosi fenomenali, e dovrebbe educare alle regole e al rispetto degli avversari e invece fin dall’erba giovanile fa il contrario, per capire quanto sia sbagliato tutto il movimento. O,come dice Bepi Pillon, quanto sia “malato”. Toh, questa definizione mi è familiare. E chi è Pillon? E’ un uomo di campo, il tecnico dell’Ascoli in B che ha bloccato come in un “fermo immagine” la sua squadra che aveva segnato un gol alla Reggina a sua volta fermatasi per un proprio giocatore a terra tanto da far segnare l’Ascoli. Così Pillon (per cui il New York Times propone l’assegnazione del premio Fair-Play) d’accordo con i suoi giocatori gli ha reso la pariglia e il pareggio. Però poi ha vinto la Reggina, e adesso Pillon sarà nei guai più o meno con tutti.
Ipocritamente per lo più il mondo del calcio gli dà ragione, in realtà forse nessuno o quasi l’avrebbe fatto e lui rischia con il proprio club, i tifosi, la Federcalcio che per come la conosco di certo non lo premierà pubblicamente per la “lectio magistralis” di lealtà sportiva, cioè il fondamento di tutte le carte federali. Così oggi Pillon dubita che lo rifarebbe perché appunto “il calcio è malato”. Dunque anche il suo comportamento commendevole diventa una storia di ordinaria (straordinaria) follia.
Nel frattempo classifica corta, e tensioni prenatalizie. Il numero di giocatori infortunati cresce a dismisura dimostrando che la strada non è quella di rose sterminate per calendari sterminati ad usum dirittorum televisivorum, bensì quella di una razionalizzazione che nessuno vuole compiere. Gli arbitri sono i soliti, Moggi o non Moggi, se non peggio, Collina verrà comunque lambito dal processo a Calciopoli, le polemiche sono destinate a crescere a dismisura più il campionato è livellato ed equilibrato nelle sue varie fasce di impegno economico e di resa sul campo.
Per esempio dopo il viola di San Giovanni, a Roma, che il direttore sportivo della Fiorentina,Corvino, riteneva fosse un omaggio alla città di Firenze, al giglio,alla squadra e in primis ai Della Valle equivocando leggermente, il viola tecnico-tattico sull’erba del Franchi è tornato più che accettabile. Il problema di fondo resta però per la Fiorentina quello posto qui il 4 di ottobre con le domande cui Diego Della Valle aveva promesso per tempo una risposta. Che ancora aspetto.
Temo di dovergliele riproporre con vigore, per capire se da grande lo Zapatero italiano vuole somigliare al presidente dell’Inter, Moratti, o a quello dell’udinese, Pozzo. Vanno bene entrambi, basta saperlo e non fingersi Moratti essendo Pozzo.
E’ sempre una questione di stile, e di scelte, e di trasparenza di fronte al tifoso che bene tutto o quasi ma non dovrebbe far la fine dell’indiano cui si vende alcool.
Perché poi da ebbro combina pasticci. E forse questo calcio non ne avrebbe proprio bisogno. Una bella sortita di chiarezza farebbe tanto bene a ogni piazza, calcistica e non.
Ma in questo caso non avrebbe i connotati di una storia o storiella di ordinaria follia, e non sarebbe quindi compatibile con questo calcio “malato” che non sembra voler dar tregua e chiede “rimorsi” e pericolose resipiscenze ai pochi Pillon che invece si comportano bene. Ad maiora, sempre in attesa delle risposte alle domande.
o.b.
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