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QUALCOSA DI RACCAPRICCIANTE

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 15 dicembre 2009


Il bue dice cornuto all’asino, e Lapo Elkann “parlando da tifoso” definisce “raccapricciante” l’ultima Juventus, non quella che ha battuto l’Inter con merito solo otto giorni prima bensì quella che ha perso in Champions con il Bayern lasciando la Coppa maggiore e poi anche a Bari, lasciando però quasi invariate le distanze da Milan e Inter. Raccapricciante. Un termine davvero fantasioso, se collegato alle disavventure del rampollo/scavezzacollo degli Agnelli.Raccapricciante, la sua storia con il trans Patrizia. Raccapricciante la sua lite con la madre per l’eredità.

Entusiasmante, a non voler risparmiare i participi presenti, se come dicono in confronto al fratello John lui è “intellettualmente più vivace”. Resta il fatto che soprattutto per l’eliminazione costosissima dall’Europa che conta (calcolata in potenziali 45 milioni di euro), e per il fatto che in parallelo corre la ferrovia di “Calciopoli” giunta ieri alla prima stazione con in carrozza Giraudo, è la Juventus il fatto/misfatto calcistico del momento.

I critici si affannano a discutere i giocatori, il loro impiego, la loro disposizione in campo, e naturalmente il tecnico, Ciro Ferrara, debuttante in panchina a questi livelli e in autonomia(?). Dimenticano che tutto sommato appunto la Juventus aveva disputato fino a due sconfitte fa una Champions più che discreta e battuto l’Inter che in Italia strafa. Dimenticano anche che l’anno scorso è stato cacciato un allenatore superesperto come Ranieri, che tanto male non si era comportato per due terzi di stagione e che si sta confermando professionalmente alla guida di una Roma in perenne bilico societario. Già, l’aspetto societario: la mia esperienza di osservatore più che trentennale mi dice che nove volte su dieci una buona squadra è impensabile senza aver dietro un club sano (scusate,dimenticavo le virgolette:”sano” relativamente a un calcio malato), e anche quella decima volta se una squadra “orfana” societariamente azzecca una stagione sarebbe andata comunque meglio se fondata su una società all’altezza e di sicuro toppa la stagione seguente. Il problema della Roma è societario, deve chiarirsi e chiarire, e poi anche con questo organico e con questo tecnico farà o farebbe bene. Magari con una punta in più “pesante”.

Curioso che la stessa logica non si applichi dunque alla Juventus.Domande: e se non dipendesse da Ferrara? Se non dipendesse più di tanto dai giocatori e dalle incongruenze e incompatibilità dei più pagati tra loro (cfr.Melo e Diego)? Se il pesce insomma puzzasse dalla testa e ci fosse qualcosa che non va non solo a centrocampo ma a centro-club? Se Blanc fosse un presidente poco incontrista e Gabetti tecnicamente immaturo e Grande-Stevens poco incisivo sotto porta, malgrado le cifre spese per ingaggiarli (è una metafora….!)? Allora sì che il termine “raccapricciante” usato dal diserede sarebbe appropriato e lo vedrebbe assai più contiguo alla squadra di quanto non lo sia a Ferrara, Buffon e Cannavaro.

Il tutto mentre è inevitabile collegare questa dirigenza con quella che l’ha preceduta: se questa è per bene mentre la precedente era per male secondo la giustizia sportiva e parzialmente il primo grado di quella ordinaria, il dazio da pagare per forza è l’inadeguatezza,la non conoscenza delle paludi calcistiche e meta calcistiche, la confusione sul mercato ecc.? Staremo a vedere. Resta per ora un segnale di serietà aver confermato il Ciro non della Milo in tv (“Ciro,Ciro…!!!”) ma della Nazionale sulla panchina,fino a prova contraria. Il resto non è esaltante, almeno secondo il parametro dell’Europa che conta. L’Inter è passata,e resta in testa grazie alla tesi di fondo di chi ha giocato a calcio in un certo modo, e cioè “il miglior attacco è la difesa”, mentre le competitors lasciano in questo senso molto a desiderare.Anche il Milan è passato alla fase successiva, ma domenica, in una domenica milanese di tutt’altro stampo…, è anch’esso sceso dal predellino della serie di vittorie per il piede del Palermo, più penetrante del Real Madrid. Come un Liverpool in forma si è dimostrato il Chievo contro la squadra italiana che finora ha meglio figurato in Champions, la Fiorentina: sentire i commentatori definire “buona la Fiorentina della prima mezzora a Verona e scadente dopo” e controllare che i due gol li ha presi all’inizio e in dieci minuti significa dover rovesciare la critica come una clessidra. Prandelli fa il massimo, Corvino e i Della Valle no: intendo dire che la squadra,stroncata dagli elogi e dagli infortuni, quest’anno ha messo insieme 24 punti sui 48 a disposizione. Per la matematica, un pianto.

Malgrado ci sia un gruppo che funziona. Significa anche che se la società non avesse fatto solo cassa in estate premendo così sul sindaco e sull’opinione pubblica fiorentina per avere lo stadio proprio laddove lo vuole, oggi con un paio di giocatori di livello in più e comunque un grande attivo di mercato nelle casse sarebbe più sicura per il cammino in Champions e subito dietro l’Inter in campionato, almeno insieme al Milan. Ma se prendi Castillo e vendi Pazzini e rinunci ad Almiron, poi in campo si vede. Diaciamo che nella sua illogicità della palla rotonda il calcio una logica almeno tecnico-amministrativa la conserva. E a Firenze la pubblicità collaterale che la Fiorentina garantisce a imprenditori di marchio internazionale come i proprietari della medesima sembra essere gratis… Si obietterà: sempre meglio di Preziosi,squalificato per aver comprato partite,l’altro compratore interessato alla Fiorentina fallita nel 2002. Certo, anche se ancora le storie di Calciopoli ci devono chiarire le idee un po’ per tutti.

Resta un campionato dei “piccoli” per un Corrierino dei piccoli, con Cagliari e Bari sempre in gran spolvero e fatti di relativamente scarsi investimenti, mentre il Napoli cresce ma ha speso tanto (chiedere al Sommo Banchiere di riferimento del calcio nostrano che fa rima con Gonzi) e il Chievo gioca bene ma “si deve solo salvare” secondo la sua savia dirigenza. La Lazio pena, ma fa di nuovo punti malgrado Lotito, dietro non c’è ancora una o più vittime designate alla retrocessione perché il livellamento è sovrano.Chi gode di più in definitiva è il Parma di Ghirardi,in alto come gioco e risultati (ma anche Bojnov non era della Fiorentina e del figlio di Corvino come procuratore, un tempo?) mentre si fruga nelle case d’intorno per cercare altri quadri d’autore di Tanzi. A proposito, ma quanti denari nostri (intesi come pubblici, o dei risparmiatori frodati) sono finiti attraverso il Cavalier Callisto al Parma dei miracoli? Nessuno ha collegato il calcio a quella “madre di tutte le truffe”. Perché? Come mai? Ci siamo dimenticati gli acquisti favolosi e le Coppe Europee,i piazzamenti in campionato e lo show room mediatico per quelle imprese,con in panchina da Scala, a Malesani, a Prandelli a scivolo? E partiva tutto dalla truffa dei Tanzi? Raccapricciante, davvero raccapricciante…

o.b.

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