| |
UNA MODESTA PROPOSTA PER TUTTE LE CURVE ITALIANE
pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 16 gennaio 2010
Ci siamo, o ci saremmo: dopo la recentissima intemerata del ministro Maroni contro il razzismo da stadio, nella prossima partita la Juventus sarà tenuta a chiudere la Curva Sud del suo stadio Olimpico, intitolata a Gaetano Scirea. Nemesi dei nomi: a Torino quel giorno giocherà la Roma, legata alla propria “Curva Sud” dell’Olimpico “vero” più di chiunque altro. E meno di chiunque altro un giocatore di gran valore in campo e galantuomo nella vita, il mai abbastanza compianto Scirea, si meriterebbe l’accostamento alla curva per i fattacci che ne hanno portato alla chiusura istantanea, direi “ambulatoriale”. Infatti il giudice sportivo ha deciso tale misura per punire i cori razzisti anti-Balotelli in Coppa Italia mercoledì scorso, in Juve-Napoli. Ma come, si domanderanno i distratti, Balotelli è passato al Napoli? No, è sempre dell’Inter ma gli imbecilli di Coppa Italia come gli imbecilli di campionato lo evocavano per offenderlo anche in assenza sua e della sua squadra.
Perché ormai funziona così. Siano razzisti convinti, siano scemi, siano antipatizzanti di Balotelli, siano desiderosi sempre e comunque di protagonismo e di sfogo, di uno sfiatatoio che certo non è solo calcistico ma adopera il calcio come occasione e cassa di risonanza ripresa da tutti i media, siano quel che siano, ormai sembra un prezzo (inevitabile?) da pagare alla nostra degenerazione, negli stadi come altrove (perché non un’amichevole pacificatrice della Juventus a Rosarno…?). Delresto a Como in Prima divisione nella partita contro il Monza hanno appena fatto di peggio, o semplicemente hanno offerto variazioni sullo squallido e pericoloso tema. Sputi, monetine e offese spinte per un brasiliano di colore come Dimas, cui tirare un calcio d’angolo sarà sembrato come scalare l’Everest.
In un clima di leghismo becero, che ancora vorrei tentare di distinguere da un leghismo legittimo e civile ogni volta che posso per non fare fastelli di reati e di barbarie, gli ultras comaschi di “Estrema fazione” connotati dalle cronache come destra acerrima si sono espressi contro Dimas, essendoci in campo altri giocatori di colore come il fratello di Seedorf. L’arbitro ha sospeso per 2 minuti la partita, ma poi è tutto ripreso nel solito incivile clima (di odio, di odio…).
Va bene la multa (12 mila euro) per il Como i cui dirigenti comunque si sono del tutto dissociati, va bene la misura di chiusura della curva a Torino, che però è eccepibile in base al fatto che nei confronti di altri tifosi, inclusi quelli romanisti, il giudicesportivohaavutospessolamano più leggera. Il punto però è capire se si vuol far sul serio, per mandare un segnale che tocchi e sospenda il calcio ma esca dagli stadi e arrivi ovunque, oppure no. Se sì, bene, ma allora a questo punto con un minimo di coerenza il leghista Maroni affidi al Viminale la responsabilità di chiudere immediatamente – da oggi – partite che si svolgono all’insegna di questo razzismo, per acefalo e forse più idiota che razzista in senso proprio che sia.
Dico in qualunque serie, dalla A a scalare fino alle partite dei ragazzini. Voglio proprio vedere se e quando succederà. Ad oggi mi sento di escludere che la smettano prima in curva (o in tribuna). Se non la smettono extrastadio, perché dovrebbero farlo i “professionisti del tifo”? Raddrizzate (le curve), raddrizzate, qualcosa resterà…
o.b.
Tutti gli articoli ^
|
|