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Lo strano caso di Mutu, colpito e affondato
Il romeno della fiorentina positivo al controllo antidoping rischia 4 anni

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 29 gennaio 2010


Aveva giocato bene, Adrian Mutu, quella domenica 10 gennaio,e aveva segnato contro il Bari. Ma il controllo antidoping del Coni subito dopo lo ha pizzicato con tracce di sibutramina, uno stimolante che sviluppa anoressia da qualche anno tra le sostanze vietate dalla Wada, l’agenzia internazionale preposta al controllo sul doping delle varie discipline sportive. Ieri Mutu ha lasciato l’allenamento a capo chino. Dopo poco ha annunciato che si sottoporrà alle controanalisi il prima possibile.

Il rischio di squalifica è pesante, dagli 1 ai 4 anni dopo il precedente della cocaina al Chelsea. Stavolta la cocaina non sembra entrarci per nulla. Se ne sorprenderebbero tutti coloro che in campo e fuori hanno tenuto compagnia al romeno in questi ultimi anni. E persino gli esperti intrecciano pareri difformi su dove e come si colloca questa sibutramina, se possa figurare in alcuni integratori oppure no, come ne avvenga l’assunzione, se a copertura d’altro o no. Di certo è un medicinale proibito, pericoloso e fuori commercio che ha conosciuto diverse finalità d’uso, dall’antidepressivo come succedaneo alla cocaina allo stimolante al dimagrante.

Per ora è partita la sospensione cautelativa del romeno, il che obbligherà la proprietà della Fiorentina a reperire un sostituto all’altezza o quasi sul mercato, per non uscire in un mese dalla Champions e dal campionato che conta. Quindi Corvino tratta, Della Valle scuce ma a fatica, la squadra è sotto shock perché non gliene va bene una, la città si spacca sulla notizia anche perché Adrian Mutu è il pupillo della fiorentinità tifosa. E comunque per ora non torna nulla nella vicenda Mutu, ribattezzato “fenomeno” a Firenze o più miratamente “divino giostraio” per le sue rare qualità tecniche. Non torna nulla se le cose stanno come sembrano: e cioè il giocatore per facilitare e accelerare il suo rientro in condizione, che lo ha portato a far gol a ripetizione in questo gennaio prima benedetto e poi maledetto, avrebbe assunto una sostanza proibita. Si è “dopato”. Ma malgrado i vantaggi da stimolazione “anoressizzante”, gli svantaggi della sibutramina risultano nettamente superiori e fanno rischiare addirittura la morte. E’ successo, non a degli sportivi, ma a dei pazienti che l’hanno assunta inizialmente come antidepressivo. Dunque Mutu avrebbe rischiato la pelle in questo modo, lui che per di più sapeva benissimo di avere sulla testa una pesantissima spada di Damocle (la cocaina assunta in Inghilterra e la squalifica e poi la causa stramilionaria del Chelsea ecc.)?

Nel caso direi uno scemo, altro cheil“fenomeno”! E comunque dobbiamo immaginare che abbia preso questa sibutramina su indicazione e prescrizione medica. E di chi, di quale medico? Un medico personale, del quale si fidava? Il medico della Fiorentina? Davvero, al di là e al di qua di ogni notazione etico-sportiva che vi risparmio essendo evidente, per un campione comunque già affermatissimo e con la possibilità di godere ancora di un’ultima tranche di carriera ad alto livello è ipotizzabile questa sproporzione? Ossia rischi addirittura mortali da una parte e comunque una squalifica pesante se verrà confermata questa positività che concluderebbe ignominiosamente una vita agonistica, e qualche beneficio stimolante e dimagrante dall’altra? Bah… Tutto può essere, naturalmente. Ma se le cose non stessero invece come sembrano, allora vorrei capire se il caso-Mutu non è soltanto il caso di un giocatore particolare, con una storia particolare e oggi con un amore particolare per Firenze. Vorrei capire se c’è dell’altro, se è un errore,un equivoco, un incidente creato ad arte. Niente complotti, per carità, ma prudenza, domande, calma e gesso, questo sì, la vicenda di Adrian le pretende.

o.b.

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