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UNA FIORENTINA AL SANGUE
Cinque domande semplici per chiarire la strana querelle tra i Della Valle e la cittą

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 27 settembre 2009

Cè un termine fantasioso e quasi onomatopeico che in spagnolo significa ricatto:”chantaje”. Ora, è possibile che nel caso della querelle con Firenze e l’amministrazione di Firenze i Della Valle bros. non intendano mettere in campo un vero e proprio “ricatto”, del tipo “mi dai un complesso sportivo come voglio io e dove voglio io” se no lascio la Fiorentina- parte importante della cittadinanza di Firenze- in braghe di tela.

In calzoncini, insomma, cioè la tenuta abituale dei giocatori. Non sarà così, Diego è un uomo d’onore che non delocalizza i suoi famosi prodotti come fanno altri suoi concorrenti (ma è proprio così? Possiamo metterci la mano sul fuoco?), ma che si comporta con orgoglio anche mediatico da italiano, italianissimo, anzi marchigiano, anzi fiorentino acquisito, da nominare ad honorem secondo l’ex assessore Giani che teme che il “patron” si sia offeso e voglia davvero mollare il club. Del resto perché il fratello Andrea, quel che si dice un pezzo di pane, si sarebbe dimesso tre giorni fa da presidente di una squadra niente male, che ha dato molte soddisfazioni e sta giocando la Champions? Perché- parola dei Brothers di Casette d’Ette- i fiorentini non gli vorrebbero più bene. Ma quali fiorentini ?

Il pubblico dei tifosi che dal 2002, dalla C2 alla Champions, hanno sempre sborsato dei bei soldini allo stadio? Gli sponsor, sempre vicini ai Della Valle e alla Fiorentina anche quando loro compravano e imponevano Nakata ormai ex giocatore per il mercato nipponico ? Il Comune, che per mano del duo D’Alema-Domenici nel 2002 gli fece prendere la Fiorentina gratis (un Affarone!) quando un mese prima l’avrebbero potuta rilevare appena retrocessa in B dal pre-fallito e post-bollito Cecchi Gori (il figlio, il padre avrebbe vinto lo scudetto...)? Lo stesso Comune di Firenze che favorì gli accordi con il Comune di Incisa dove doveva sorgere il famoso Centro Sportivo per la Viola, centro mai nato anche se i terreni a prezzi di favore sono diventati di proprietà dei Brothers e si sono assai rivalutati anche solo a vigneti?

Peccato che di tutte queste domande la stampa fiorentina e quella nazionale se ne impipino quasi del tutto e da sempre,anche dopo le dimissioni di Andrea Della Valle, ierI l’altro, e preferiscano buttarla sul sentimento.

No, temo invece che sia solo un problema di soldi, naturalmente come un po’ dappertutto, e temo anche che troppo spesso il modello del rapporto Berlusconi-stampa (il Silvio di Milan e di Governo elogiò la stampa sportiva “perché non critica bensì tifa e così vende il prodotto” e rincoglionisce i tifosi aggiungerei io) di cui ultimamente si parla un po’ di più abbia fatto proseliti.

Aspetto smentite, che i Della Valle possono produrre facilmente rispondendo a queste domande banalissime:
1) Non hanno mai delocalizzato i loro prodotti, tanto per confermare la loro buona fede ?
2) In sette anni, calcolando proprio tutte le voci inclusa la pubblicità planetaria intrinseca che garantisce rappresentare Firenze e la Fiorentina, quanto hanno guadagnato se hanno guadagnato e quanto hanno perduto se hanno perduto?
3) Che cosa hanno fatto per Firenze extracalcio, per la cittadinanza non tifosa, di cui menar vanto in un “progetto” (ma quale? Ma quando?) che li coinvolgesse socialmente?
4) Che ne è dei terreni di Incisa? Perché non ne forniscono tutte le cifre?
5)Sanno benissimo che i suoli in località Castello, che vorrebbero per il nuovo stadio e il resto, sono sotto sequestro.Perché sono sotto sequestro?
Lo spiegano loro oppure il titolare, tal Ligresti imprenditore pressoché sconosciuto?
I Brothers stanno forse chiedendo alla magistratura prima e al Comune successivamente di dissequestrarli perché altrimenti se ne vanno?
E’ “normale”? E perché vogliono costruire proprio lì? Nell’interesse di chi, oltre al loro?

Intanto,dunque, queste rispostine, poi magari si ragiona e si informa la città giacché se aspettiamo la stampa possiamo aspettare all’infinito, e lo so per esperienza diretta e intimidatoria.

Son solo 5 domanducce, la metà di quelle poste a Berlusconi, che sarà mai...?

o.b.

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